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Allattamento artificiale degli animali: quanto è importanteLa fase dell’allattamento, per qualsiasi animale, è una delle più critiche della sua esistenza, poiché durante questo periodo possono crearsi una serie di problemi che seppure di piccola entità possono diventare molto gravi in seguito.
Nell’ambiente vi sono infatti una quantità di agenti infettanti che non aspettano altro di trovare un ospite indifeso da attaccare, ed in effetti gli animali appena nati, come agnelli, vitelli e puledri, nascono privi degli anticorpi necessari. In questi casi gli anticorpi vengono trasmessi dalla madre al figlio tramite il colostro che non è un vero latte ma bensì un concentrato di anticorpi; è quindi assolutamente indispensabile che l’animale assuma il colostro nelle prime 24 ore di vita e nella quantità maggiormente possibile. In altre specie come i carnivori, ad esempio i cani, o l’uomo, il passaggio degli anticorpi dalla madre al feto avviene già nella vita intrauterina.

Si possono però presentare molte situazioni in cui l’allattamento naturale non è possibile, come nel caso di animali orfani, animali che richiedono alimentazioni supplementari o che sono impossibilitati a raggiungere la mammella della madre. Che si tratti di agnello, vitello, puledro o cane, bisogna intervenire prima che l’animale diventi debole, attraverso un allattamento artificiale. Questo tipo di allattamento viene utilizzato, ad esempio, nei grossi allevamenti da latte, nei quali la presenza in stalla di centinaia di animali comporta difficoltà di gestione, se questi vengono lasciati con le madri. La scelta di questa tipologia di allattamento può risultare utile anche nelle realtà più piccole. Le motivazioni possono essere per esempio di ordine sanitario, come nel caso di malattie (come la “Caev” in ambito caprino) trasmesse da madre a figlio con l’assunzione di latte; in questi situazioni, per cercare di arginare la diffusione della malattia all’interno dell’allevamento, è opportuno che l’animale riceva piena sostituzione del latte della madre attraverso un allattamento artificiale, che può essere eseguito con specifici biberon o apposite bottiglie per il latte.

Il biberon, dotato di tettarella in gomma e scala graduata, consente di regolare il flusso del latte e può essere comodamente appeso attraverso l’occhiello posto sul fondo. Le bottiglie, disponibili in diverse capacità e complete anch’esse di tettarella e graduazione per il latte, sono ugualmente adatte per la somministrazione di medicinali.

L’allattamento artificiale richiede una buona organizzazione del lavoro e un vasto impegno di tempo, almeno per il primo mese di vita dell’animale. Il latte deve essere somministrato ogni ora o al massimo ogni 2 ore per le prime 24 ore. La quantità di cibo dipende dal tipo di animale e dal peso; un agnello, per esempio, ha bisogno di 20 cc di colostro ogni 2 ore. Dopo 24 ore l’animale può essere allattato ogni 2-3 ore e necessita di un mix di colostro e latte e dopo circa 72 ore il colostro può essere tranquillamente sostituto dal latte. Ciò assicura non solo il supporto immunitario di cui ha bisogno, ma anche la giusta nutrizione. Lo svezzamento viene concluso intorno alle otto settimane di vita.

Alcuni consigli utili per un corretto allattamento artificiale:
  • Evitare di frenare o forzare l’allattamento dell’animale.
  • Fare attenzione che il flusso di latte non sia mai eccessivo perché rischierebbe di scendere nei polmoni provocandone la morte.
  • Nella fase di allattamento è importante posizionare l’animale sotto una lampada riscaldante a raggi infrarossi, perché, soprattutto se di pochi giorni, rischia l’ipotermia.
  • E’ consigliabile pesare l’animale almeno ogni due giorni, per regolare la quantità di latte da somministrare in proporzione alla sua crescita naturale.
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